Outervisions: un mare di icebergs

In qualità di geologo nonché di fotografo, Alessio Romeo ha partecipato a numerose spedizione esplorative, documentandole con fotografie mozzafiato. I suoi scatti sono racconti eloquenti che sembrano provenire dalla voce stessa del nostro pianeta, ma custodiscono anche le incredibili storie delle difficoltà e delle sfide che simili esplorazioni comportano.
Outervisions: un mare di icebergs è uno dei racconti di queste esplorazioni, scritti dallo stesso Alessio Romeo per Biosfera. Scatto per scatto.


Outervisions: un mare di icebergs
Outervisions: un mare di icebergs – © photo Alessio Romeo/Spélè’ice

Un mare di icebergs a Ilulissat, Groenlandia

Situata 250 km a Nord del Circolo Polare Artico sulla costa ovest della Groenlandia, Ilulissat è una coloratissima cittadina conosciuta soprattutto per la sua vicinanza al ghiacciaio Jakobshavn, che dal 2004 è divenuto patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Questo colosso è uno dei più veloci ghiacciai al mondo. Per questa caratteristica è anche uno dei più produttivi nel rilascio di icebergs, che un tempo arrivavano a superare i 100 m di altezza dalla superficie del mare.
Ecco spiegata la foto che vedete, scattata nel 2013 prima di ripartire per una spedizione esplorativa e scientifica a Nord di Ilulissat col progetto denominato GRAAL (Greenland Animal and Algae), creato dall’Associazione francese Spélè’ice.

In poche ore le correnti marine avevano portato una grande quantità di blocchi di ghiaccio verso la cittadina, riempiendo anche il piccolo porticciolo. I pescatori locali, come vedete, sanno il fatto loro, e non basta questo a fermarli. La barca nella foto, che sembra incastrata fra i ghiacci, è invece in movimento, di ritorno al porto dopo la giornata di pesca. Nonostante si tratti di imbarcazioni in legno hanno una copertura di solide lamiere che le proteggono dalle collisioni col ghiaccio.

Parlando con alcuni locali, ho capito che questo fenomeno avviene abbastanza spesso. E che alcune volte è veramente impossibile uscire in mare ma ancor peggio rientrare al porto. La pesca è una delle attività principali per questa cittadina di 4500 anime, fino a qualche anno fa famosa anche per i circa 3500 cani da slitta che permettevano ai locali la pesca e la caccia invernale. Purtroppo i cambiamenti climatici non permettono più la formazione del pack – o banchisa – su cui le slitte possono muoversi in inverno. Così, il numero dei cani si è drasticamente ridotto.


Leggi anche gli altri resoconti delle esplorazioni di Alessio Romeo, dal Chiapas, dal Kyrghizistan e ancora dalla Groenlandia.


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