È da oggi disponibile Bandiere Narranti, il documentario realizzato dalla regista Patrizia Santangeli che ha seguito le attività dei laboratori omonimi realizzati con l’artista Geometric Bang e le sarte di Progetto Lamin. Un percorso che si è sviluppato nell’ambito di WIDE Art Based Spots 2025, a cui hanno partecipato persone proveniente da vari gruppi di aggregazione, realtà e comunità del territorio di Ostiense e non solo: Portofficina, Centro Anziani Ostiense, Welfare di Comunità Colombi.
L’idea alla base di Bandiere Narranti è generare non una bandiera sotto la quale uniformare le molteplici identità di un territorio, ma un insieme di bandiere che ne rappresentano la pluralità, le unicità, le diversità. Discutendo, disegnando e cucendo le bandiere secondo temi, istanze, riflessioni e appartenenze dei partecipanti.
Un progetto delle Industrie Fluviali e di Polimera curato da Gabriele Scorzoni, dal quale prendiamo in prestito alcune righe per riflettere sui processi innescati con Bandiere Narranti.
Come società abbiamo un rapporto conflittuale con le bandiere. Le riconosciamo come un simbolo che genera connessioni emotive e legami identitari, e che nella società postmoderna – in cui l’appartenenza è veicolata soprattutto dall’estetica – assurgono a fattore di ciò che Maffesoli chiama reliance, valorizzando la dimensione emotiva e simbolica dell’esistenza.
Al contempo è evidente come, in reazione alla follia di odio e guerra portata in Europa dai nazionalismi del XX secolo, esse si presentino come un agente di divisione dell’umanità fra un vago noi e un disprezzato loro. Una sintesi visiva che si muove sulla linea sottile del patriottismo.

Emma Goldman disse che “il patriottismo presuppone che il nostro pianeta sia diviso in piccoli territori e che sia quindi dovere di chiunque viva in quel territorio combattere, uccidere e morire nel tentativo di imporre la propria superiorità“.
Cosa succede, però, se attorno a una bandiera riuniamo punti di vista diversi? Se vi concentriamo comunità e individualità per costruire una narrazione plurale che rappresenti le unicità e le diversità di un territorio?
È ciò che si è proposta di fare l’edizione 2025 di WIDE Art Based Spots attraverso Bandiere Narranti, laboratorio condotto dall’artista Geometric Bang per l’ideazione, lo sviluppo e la realizzazione condivisa di bandiere ispirate alle Asafo Flags del popolo Fanti del Ghana.
Da tali bandiere tradizionali deriva la composizione figurativa di simboli e allegorie adottata nei laboratori, nonché il ricorso a una sintesi visiva monosemica con cui tramandare messaggi specifici alla collettività. riportano un messaggio che caratterizza . Per il popolo Fanti, i messaggi sono proverbi della cultura akan derivati dalla tradizione orale22. Per Bandiere Narranti, invece, si è trattato di lasciare che i partecipanti trovassero punti di contatto, che riflettessero su ciò che li unisce – e anche su ciò che li divide – per trovare una sintesi. Il più delle volte ciò ha portato a rappresentare un’urgenza trasversale, un sentire comune nella società globale, ma in alcuni casi ha preso la forma di un’introspezione individuale che ha dato luogo a confidenze, aperture, mutuo ascolto.

WIDE – Art Based Spots è un progetto delle Industrie Fluviali realizzato da Pingo, Polimera e Progetto Lamin, con il supporto del Municipio VIII di Roma Capitale, Biblioteche di Roma, Programma Integra, Centro Anziani Ostiense, Associazione Libellula, Anita Studio.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno”. In collaborazione con Zètema.
Industrie Fluviali
La ciurma delle Industrie Fluviali raccoglie dentro Biosfera le idee più stimolanti e i punti di vista più illuminanti. Arte, innovazione sociale e sviluppo del territorio sono i temi che ci interessano maggiormente, e ci impegniamo a intercettarli per alimentare un vero e proprio ecosistema della cultura.