Con Upside Down, Giulio Vesprini cancella la distanza fra le persone sul ponte e l’ambiente sottostante.
L’opera è quasi un ritratto del bacino fluviale. Sotto la sua azione, con gli elementi pittorici che richiamano fedelmente il paesaggio, il ponte sembra quasi svanire.
Kinoglaz secondo Leonardo Crudi
Anemofilia, pratiche aeree di emersione
Upside Down: Giulio Vesprini e il Ponte della Scienza
Apparentemente insignificante
I fiumi rappresentano solo lo 0,0002 per cento dell’acqua presente sul nostro pianeta ma è proprio questa ridottissima e apparentemente insignificante frazione che ha permesso lo sviluppo delle nostre civiltà e che sostiene un’impressionante biodiversità, ospitando circa il 6 % di tutte le specie conosciute.
350 Metri con Officinadïdue
Questo percorso di 350 metri inizia a terra, all’ingresso dello spazio. Una placca d’acciaio è il segnale d’inizio: da lì, sotto il livello del pavimento, protetto da un vetro allungato, il cavo lanoso inizia il suo viaggio e presto si tuffa per raggiungere il piano sottostante e l’antica caldaia di ghisa della vecchia fabbrica. Prosegue ordinato, passando da un piano all’altro dell’edificio, toccando ogni angolo, finché sparisce in un grande masso calcareo levigato nei secoli dall’azione del fiume.
La Cosmogonia di Andrea Casciu
Nella poetica di Casciu, gli ibridi sono presenze assidue, ma è la prima volta che essi sono investiti di una simile forza primigenia, coinvolti in qualcosa senza tempo. Posizionate all’ingresso delle Industrie Fluviali, esse sembrano dare vita, come demiurghi all’alba dei tempi, a questo piccolo pianeta che gravita attorno al centro di Roma.









