Per chiudere il 2020 – l’annus horribilis della pandemia e delle crisi economiche, sociali, eistenziali che ne sono derivate – curammo sul blog delle Industrie Fluviali una rubrica dal titolo Mezzo Pieno, raccogliendo i contributi di tante persone diverse per disegnare un insieme di possibilità, vagliando quali opportunità potessero scaturire da una tale esperienza.
Ripetere oggi quell’operazione non avrebbe lo stesso significato. In quel contesto di realtà flessa sembrava che le crepe nelle quali agire per creare nuovo senso fossero eccezionalmente ampie, mentre ora sembra che si siano ulteriormente ridotte. Ucraina e Palestina sono un memento dell’aumentare dei conflitti a livello globale (mai così tanti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, secondo il Global Peace Index del 2024). I governi autoritari si affermano in ogni parte del mondo, incluse alcune delle più grandi democrazie sulla Terra, diffondendosi anche tra i Paesi dell’Unione Europea. Il governo italiano è fra i tanti che alimentano il più becero livore reazionario dando in pasto all’elettorato nemici indifesi, prendendo di mira donne, migranti, persone transgender, persone detenute, attaccando ripetutamente il diritto all’aborto, il diritto a scappare dalla fame e dalla guerra, il diritto a vivere secondo la propria identità di genere.
Si tende a reagire a certe recrudescenze autoritarie con un solidale incitamento a resistere. Ma limitarsi a resistere è accettare implicitamente che i miglioramenti vadano rimandati. Resistiamo in attesa di tempi migliori, quando invece quei tempi sono già qui, e vanno alimentati ogni giorno con inesorabile forza creativa, immaginando nuove possibilità, condividendo competenze e saperi, sperimentando, aprendosi al mondo anche quando attorno si innalzano muri.
Nonostante a volte, alle Industrie Fluviali, abbiamo la sensazione di compiere un atto di resistenza nel perseguire gli obiettivi del nostro community hub, in quanto progetto di rigenerazione di luoghi e di tessuto sociale continuiamo a pensare che rigenerare significhi generare. Creare, invece di resistere. Prendendo in prestito le parole di Alessandro Bergonzoni, non conta la voglia di successo ma quella di far succedere.
E allora il nostro augurio per la fine di questo 2024 e per l’anno che verrà, è quello di essere capaci di far succedere. Di ascoltare, condividere, cooperare con creatività e tenacia. Di creare per innescare nuovi scenari.
Per questo augurio ci affidiamo ad alcuni video e audio, frammenti di un anno in cui alle Industrie Fluviali tanto è stato creato.
Buone feste, ci rivediamo nel 2025!
GIUGNO
Upside Down
L’estate delle Industrie Fluviali si è aprta con Upside Down, l’opera a firma dell’artista Giulio Vesprini realizzata sul Ponte della Scienza nell’ambito di WIDE 2024.
Un progetto che nasce alla confluenza di due distinte necessità. Quella di riavvicinarsi al fiume, di riscoprire questa entità che scorre incessante nel ventre della nostra città quasi senza che ce ne accorgiamo. E quella di alimentare il ragionamento sullo spazio pubblico non solo come luogo da attraversare ma come luogo di incontro, uno spazio di aggregazione che al quartiere manca completamente.
APRILE / AGOSTO
Inclusion Hub
Con Inclusion Hub abbiamo avviato un processo di miglioramento delle Industrie Fluviali in tema di accessibilità, nell’ottica di rendere questi spazi sempre più adatti a ogni individuo a prescindere dalle sue specifiche abilità fisiche o sensoriali. Fra gli obiettivi raggiunti c’è la realizzazione di una serie di guide sonore per agevolare l’esplorazione degli spazi e dei rispettivi contenuti alle persone con disabilità uditiva.
Questa è una delle tante guide realizzate in collaborazione con Radici e con le musiche di Gabriella Stufano, tutte le altre si trovano su inclusionhub.it
LUGLIO
Paesaggi
Con Paesaggi – progetto ideato e curato da Libelà e TUtt’ALTRO – abbiamo potuto scavare in profondità nella rete di connessioni immaginata per l’edizione 2024 di WIDE, quella che collega paesaggi naturali, urbani e interiori. Coinvolgendo bambine e bambini in stanze esperienzali in cui convivono dispositivi analogici e digitali, abbiamo sperimentato le vie di contatto con il sé e con l’ambiente circostante.
SETTEMBRE
Anemofilia
Donna, vita, libertà. Questo progetto di co-creazione è stato l’occasione per liberare nei cieli di Roma messaggi grafici che ponessero l’attenzione sulla condizione delle donne nel mondo.
Hanno partecipato Sait Dursun, Carlotta Gambino, Morteza Khaleghi, Zahra Kian, Martina D’Agostino, Irene Micucci, Elahe Qaderi, con la guida di Lorenzo Malloni ed Elisa Michelini.
SETTEMBRE
Urban RegenerACTION
Questa giornata, organizzata da Seedble con le Industrie Fluviali e dedicata alla condivisione di idee, progetti e soluzioni per città più resilienti, inclusive e vivibili, è stata l’occasione per esplorare, progettare e immaginare scenari in chiave sostenibile ed innovativa per cambiare il volto della città di Roma.
OTTOBRE
Funzilla
L’11 ottobre, in occasione della chiusura di WIDE 2024, Funzilla è tornato alle Industrie Fluviali con panel, musica e, soprattutto, tonnellate di fanzine fotografiche.
NOVEMBRE
Baba Jaga Fest
L’edizione 2024 di Baba Jaga Fest ha coinvolto un bel pezzo del quartiere Ostiense. Sul filo di storie e disegni dall’Europa orientale, chi ha partecipato al festival ha potuto esplorare molteplici spazi sovrapponendo alle tante narrazioni visive di mostre, workshop e incontri, la narrazione di questo quartiere.
Un passaggio di un progetto che a dicembre è approdato a Praga e che a febbraio sarà a Riga.