Giacomo Toni Showcase @ Metronauti

Ottobre dalle Città in Piena

Gli Appunti dalle Città in Piena sono il contributo di Anna Scirè alle serate di Metronauti, il radio live show di Valerio Mirabella e delle Industrie Fluviali. Brani che setacciano in verticale quel gigantesco organismo vivente che chiamiamo città traendo ispirazione dagli ospiti che, di volta in volta, si alternano ai microfoni di Metronauti.
Li pubblichiamo su Biosfera, ma si possono anche ascoltare dal vivo alle Industrie Fluviali e in podcast su Spreaker.


Siamo piedi nudi che pestano
grancasse, illusioni, uva
ne ricaviamo vino e giù per la gola, jazz e lava.

Ascolta “METRONAUTI #9” su Spreaker.

È tornato Metronauti. Con un evento davvero speciale: sul palco la musica di Giacomo Toni, tutto attorno i disegni di Mara Cerri. E sullo sfondo il bellissimo videoclip di Se Proprio Devo, con – anche lì – la musica di Giacomo Toni e i disegni di Mara Cerri. C’era anche ELSE Edizioni, con le bellissime serigrafie di alcuni fotogrammi del video, e il nuovo libro di – esatto – Mara Cerri, e il nuovo album di – esatto anche stavolta – Giacomo Toni.
È arrivato l’autunno, è arrivato ottobre, è tornato Metronauti – e tornerà ancora per il nuovissimo Villaggio Fluviale – accogliendoci con gli Appunti dalle Città in Piena.


Otobre dalle Città in Piena

Ottobre: resiste, respira, ritorna
il fiume al suo letto, la pioggia al governo
lassù un certo affanno, Mercurio, Saturno,
e i Metronauti che amano l’andare e l’autunno.
Bentrovati Metronauti,
bentornati banjo e flauti
chitarre, clavicembali
sassofoni funamboli
microfoni sensibili
scalette futuribili.
I Metronauti amano l’autunno
amano contaminarsi, essere qui e nel mondo,
ode a quei groove arancioni,
ode agli spettacoli marroni,
riesserci, rientrare
quell’aria un po’ di mare.
Sottoterra la metro si riempie
niente guerra, ma pulsano le tempie
le radici tornano a godere
la pioggia è tornata a benedire.
Alle Industrie la macchina ribolle,
le menti tornano a creare
il nuovo, l’utile, il bello
il dinamico, ermeneutico, fluviale.
E se la vita è l’arte dell’incontro
re-incontrarsi è l’esercizio umano
più caro, amabile, squisito,
una dichiarazione semplice, oggi, l’esserci ancora,
un’ancora profonda, collettiva e sonora:
un’ancora magnetica nel fondo delle cose
nel fondo delle selve oscure e generose
che ci fa volare senza rete just because:
Homo Homini Amigos.
I Metronauti amano l’autunno
che è una stagione schietta
ché la vita è bella ma imperfetta.
La musica triste ci fa sentire bene
la saudade per noi è come il pane.
“Si chiama nostalgia”, diceva Cesare Pavese, “e serve a ricordarci che per fortuna, siamo anche fragili“.
Per fortuna, siamo anche fragili
siamo anche pazzi, naufragabili, volubili
siamo anche bar che finiscono i gelati,
siamo anche persi, pallidi e contaminati
e splendidi e splendenti, anche se un po’ invecchiati
siamo anche piante che stentano a fiorire,
siamo anche frasi che non volevamo dire
siamo anche autunno
siamo crollare dal sonno
siamo ironici superstiti,
ci cadono le foglie
nonostante gli impacchi di erbe mediche
abbiamo voglie strane, discutibili ed eretiche.
Siamo anche autunno
occhi marroni come castagne
a volte ricci, pungenti
a volte belli, abbaglianti.
Siamo piedi nudi che pestano
grancasse, illusioni, uva
ne ricaviamo vino e giù per la gola, jazz e lava.
Popolo delle metropoli,
i letti dei fiumi dopo la secca estiva tornano a riempirsi,
immaginatevi quel momento in cui un rivolo d’acqua comincia a scolare,
e mentre scorre, a restare,
amniotico ed elettrico,
periodico ed ipnotico
super party dei pesci
river beat incognito
giubilo sommerso
network di rave umido:
evviva l’universo!
Autunno, mettiti un vestito rosso
e vienimi a trovare adesso!
Bang bang bang, gridano le foglie rinsecchite sopra i rami,
fanno i pistoleros, hey chica ferma o sparo,
fan le finte morte e poi un ultimo sospiro
bang bang bang, una dopo l’altra,
cadono, il gioco si fa serio, sfumano, bang, riposano,
com’è dolce rilassarsi sul fogliame
foglia su foglia
e mi sto trasformando ormai
alla deriva
croccante, Ottobre, resiste,
le forme futuriste
di un anno che non ha più da dimostrare,
autunno, finalmente,
strucca i frangiflutti,
libera per tutti.
Era d’autunno e tu eri con me,
i toni caldi, i toni assorti, i toni piani e forti
Toni autunnali
alle Industrie Fluviali,
chè l’autunno è pura musica,
catarsi collettiva, cerimonia melodica
di ferro, le ballate
rito d’addio all’estate.
E di musica ricominciamo
torniamo dove eravano partiti, dentro gli spartiti,
princìpi prìncipi di tutte le cose,
ricominciare piano, una piccole dose
di orientamento cartesiano,
di navigazione libera
di empatia selvatica,
si deve ridere di niente
dice qualcuno
che quando ride, fa seriamente.
Ci piace l’autunno, ci piace la radio, ci piace tornare alle Industrie Fluviali
orizzonti collettivi, ecosistemi culturali.
—Anna Scirè

Direttore artistico del Rome Psych Fest, fondatore della webradio The Roost e del Folk Fest, ideatore e conduttore di That’s All Folks: Valerio Mirabella è un narratore di musica, capace di dare voce a retroscena, percorsi, dettagli e grandezze di chi vive di musica o per la musica. Partito dal Cafè Fandango, il suo live show radiofonico è stato trasmesso da club piccoli e grandi con la vocazione per la musica dal vivo: Angelo Mai, Circolo degli Artisti, Ausgang, Lanificio 159, 2N, Grandma Bistrot, 2Periodico Café.
Metronauti è la sua ultima creatura.