Street art Roma - Madame, Bâtir un sanctuaire
Photo Eliana Giaccheri

Madame: Bâtir un sanctuaire

Pour bâtir un sanctuaire, bien des tissus sont nécessaires

Madame

L’immaginario dal quale Madame attinge per comporre i suoi pastiche è quello delle incisioni vittoriane, dalle quali ricava il vocabolario visuale delle sue opere di grandi dimensioni. Fanciulle, piante e animali sono i personaggi più ricorrenti. Privati del loro contesto, sembrano smarrirsi nello sguardo di chi li osserva, sorpresi in un’innocente sospensione e incorniciati dall’altro carattere distintivo dei collage di Madame: le parole.
Pour bâtir un sanctuaire, bien des tissus sont nécessaires è la frase che campeggia sull’omonima opera realizzata alle Industrie Fluviali per WIDE 23 e presentata al pubblico lo scorso 20 luglio.
Come sua abitudine, l’artista parigina – nativa di Tours – gioca con le parole per generare connessioni tra l’immagine, il luogo e l’occhio che osserva. Per costruire un santuario molti tessuti sono necessari. Laddove bâtir, oltre che costruire, può essere inteso come confezionare un vestito, e laddove i tissus, oltreché tessuti veri e propri (il riferimento al Lavatoio Lanario dove sorgono le Industrie Fluviali è evidente), rappresentano anche quel tessuto sociale sul quale si fondano i processi di costruzione di qualcosa di duraturo.

Bâtir un sanctuaire
Work in progress – Photo Martina Mariani

Le parole fungono così da cerniera fra la composizione e l’esperienza di chi la osserva. Il lettering aiuta a delimitare lo spazio percettivo di un lavoro che accosta elementi diversi rinunciando a precisi punti di riferimento.

L’opera come tutte le opere di Madame è a prima vista confortante, conciliante. La morbidezza della mano, la perfezione del volto, i fiori, le piante acquatiche (un dichiarato riferimento al carattere fluviale delle nostre Industrie, e al vicino Tevere) non hanno nulla di minaccioso né di violento.

Ma in poco tempo questo conforto viene gradualmente meno, e si generano progressivamente molti interrogativi: dove iniziano e dove finiscono le figure coinvolte? E cosa le lega? Quella fede al dito della donna sembra raccontare una backstory inquieta: è un dettaglio importante? Qual è la storia di lei? Il suo sguardo sembra ora sereno, ora irrequieto, ora alieno al contesto. E i fiori, sono un omaggio o una costrizione?

Work in progress – Photo Martina Mariani

La donna sembra attraversare lo spazio compositivo, quasi come se fosse di passaggio per pochi secondi. Così le figure coinvolte raccontano una trama in divenire, come il fiume che scorre, come i santuari da costruire. Altre figure, ammantate di valori simbolici, potrebbero incombere da un momento all’altro, ciascuna a testimoniare una storia piccola o grande. Un fluire in cui può trovare voce ciò che non ha voce istanze femministe, conoscenza del mondo naturale, eccetera come nel quotidiano fluire di questi spazi dedicati al dialogo e all’ascolto.


Frutto della collaborazione fra Madame e le Industrie Fluviali, Pour bâtir un sanctuaire, bien des tissus sont nécessaires è la prima delle quattro opere che verranno realizzate nel corso di WIDE – art based spots da luglio a ottobre.

Autore
Gabriele Scorzoni

Copywriter e cultural manager alle Industrie Fluviali.