“Donna, vita, libertà”
Il progetto Anemofilia prende il nome dall’impollinazione anemofila, il metodo per cui le piante utilizzano il vento come mezzo di dispersione del polline.
Nasce immaginando che le Eteria – le creature volanti ideate da Lorenzo Malloni, grandi e articolati aquiloni come quello qui esposto – possano farsi portatrici ascensionali di quelle realtà la cui rappresentazione è soffocata dal circolo vizioso di intolleranza e propaganda. Riconoscendo le Eteria come veicoli di diffusione di un’idea, esse divengono polline trasportato dal vento, in cui al codice genetico si sostituisce un’altra unicità: la diversità di ciò che è sottorappresentato. Sommerso.
Con queste premesse ha preso vita alle Industrie Fluviali, nell’ambito di WIDE 2024, il percorso partecipato che ha portato alla realizzazione di 5 aquiloni, pensati per la trasmissione di messaggi la cui urgenza interseca ogni latitudine. Sait Dursun, Carlotta Gambino, Morteza Khaleghi, Zahra Kian, Martina D’Agostino, Irene Micucci, Elahe Qaderi, con la guida di Lorenzo Malloni ed Elisa Michelini, hanno partecipato non solo alle fasi di costruzione e volo, ma alla creazione stessa del senso da affidare a queste opere volanti.
Alla base di questo percorso c’è stato il coinvolgimento, grazie all’impegno delle realtà del vicino Campo Boario, di artiste e artisti delle comunità afghana e curda di Roma. Nella settimana in cui è ricorso l’anniversario della scomparsa di Mahsa Amini, e alla luce dell’incessante peggioramento della condizione delle donne in Afghanistan – alle quali i Talebani non consentono neppure di far volare un aquilone – con loro abbiamo potuto interrogarci consapevolmente su come rappresentare questa millenaria oppressione che pervade ogni parte del mondo.
Volando sul Ponte della Scienza, gli aquiloni realizzati hanno portato nel cielo le loro code, illustrate con pittogrammi scelti per rappresentare i messaggi individuati: la treccia nel pugno, il cipresso, l’utero, l’opposizione al ddl 1660, la colomba, disegnati mentre affiorano da acque agitate. Una pratica di emersione dal sottosuolo al cielo. O meglio, dal fondo del Tevere al cielo sopra Ostiense.

Gabriele Scorzoni
Designer culturale, già cultural manager delle Industrie Fluviali, è fondatore di Anita, con cui costruisce reti per l'innovazione dell'approccio progettuale nelle azioni culturali con impatto sociale, nelle pratiche di arte nello spazio pubblico e di quelle a carattere partecipato.
Industrie Fluviali
La ciurma delle Industrie Fluviali raccoglie dentro Biosfera le idee più stimolanti e i punti di vista più illuminanti. Arte, innovazione sociale e sviluppo del territorio sono i temi che ci interessano maggiormente, e ci impegniamo a intercettarli per alimentare un vero e proprio ecosistema della cultura.