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FARE CITTÀ, FARE SPAZI

Fare città, Fare spazi

22 Giugno | 19:00 21:00

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FARE CITTÀ, FARE SPAZI
Nuovi attori e alleanze per l’innovazione culturale, sociale e urbana

Un confronto con Roberta Franceschinelli, Simone d’Antonio e Paolo Testa a partire da due libri pubblicati negli ultimi mesi: Le città sono la soluzione. Un viaggio nell’Italia dei comuni innovativi (Donzelli 2021) e Spazi del possibile. I nuovi luoghi della cultura e le opportunità della rigenerazione (FrancoAngeli 2021).
Fare Città, Fare Spazi è un racconto condiviso, un’analisi ampia di quelle esperienze che, attraverso l’Italia, rappresentano nuove forme della cultura contemporanea capaci di incidere sul vivere collettivo.

INTERVENGONO

Simone d’Antonio e Paolo Testa, autori de Le città sono la soluzione

Roberta Franceschinelli, curatrice di Spazi del possibile

Raffaele Barbato, Direttore PNRR e Finanziamenti europei Comune di Roma

Claudio Calvaresi, senior consultant di Avanzi

COORDINA

Daniela Patti, Eutropian


I LIBRI

Le città sono la soluzione. Un viaggio nell’Italia dei comuni innovativi

Con Le città sono la soluzione, Simone d’Antonio e Paolo Testa presentano al pubblico un viaggio nell’Italia delle grandi, medie e piccole città che, attraverso interventi capaci di migliorare la qualità della vita degli abitanti, hanno scelto di confrontarsi con altre realtà urbane europee. Un diario di bordo del percorso compiuto da amministrazioni e comunità che hanno saputo mettersi in gioco, per affrontare alcuni tra i temi di maggiore impatto dell’agenda politica europea. Le città sono i luoghi in cui avvengono le sfide principali del nostro tempo, ma anche quelli in cui emergono le soluzioni più interessanti, sviluppate in molti casi attraverso la collaborazione tra pubbliche amministrazioni e comunità locali. I processi di partecipazione civica contribuiscono in maniera decisiva a rendere le città italiane ed europee più sostenibili, più eque e produttive.

È in tal senso che l’Europa ha supportato con numerosi programmi, come Urbact e Urban Innovative Actions, la realizzazione di una serie di azioni innovative, favorendo soprattutto la sperimentazione di politiche integrate capaci di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile a partire dalle esigenze concrete delle persone. Negli anni del post-pandemia, l’avvio della nuova programmazione europea e il rilancio economico e sociale non possono prescindere da un’analisi dei risultati raggiunti dalle città, che si confermano parte della soluzione grazie a politiche e interventi che guardano all’Europa e favoriscono l’emergere di nuove capacità amministrative e civiche per affrontare le sfide del nostro tempo in maniera partecipata ed efficace. Le esperienze delle città italiane coinvolte nei programmi europei di innovazione urbana rappresentano dunque un patrimonio di conoscenze e di visioni utili per amministrazioni e comunità locali ma anche per urbanisti, attivisti ed esperti di politiche urbane che intendono replicare approcci di valore europeo per ripensare il futuro dei nostri contesti urbani.
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Spazi del possibile. I nuovi luoghi della cultura e le opportunità della rigenerazione

Nel corso degli ultimi dieci anni, si è assistito in tutta Italia alla diffusione di nuovi centri culturali multidisciplinari e ibridi in cui si sperimentano linguaggi e si indaga il contemporaneo fuori dai contesti tradizionali. Sono luoghi in cui convivono spazi per la produzione artistica, biblioteche di territorio, coworking, atelier di artigiani, sale per concerti o per il teatro, contesti di attivazione e riattivazione che recuperano siti abbandonati restituendoli alle comunità. Presìdi di un’innovazione non solo culturale, ma anche sociale e civica che, offrendo attività eterogenee e ambienti multifunzionali, facilitano relazioni tra persone differenti. Infrastrutture di prossimità che promuovono pratiche culturali collaborative, non si limitano a parlare a pubblici, ma attivano cittadini. I nuovi centri culturali nascono dal recupero e dalla riattivazione di spazi dismessi, parzialmente inutilizzati o rifunzionalizzati.

Rigenerano e non riqualificano perché insistono sui contenuti e non sul contenitore per dare nuova linfa non solo agli edifici, ma a intere collettività. Le risorse di cui dispongono non sono solamente gli immobili recuperati, ma le aspirazioni di chi li abita e se ne prende cura, abilitando un processo in cui spazi vuoti di significati vengono trasformati in luoghi densi di relazioni.
Questo libro racconta il fenomeno della rigenerazione a base culturale in Italia a partire dall’esperienza di culturability, programma nazionale dedicato al sostegno dei nuovi luoghi della cultura promosso da Fondazione Unipolis. All’esposizione degli esiti delle attività di ricerca condotte sui partecipanti alle diverse edizioni del bando, si aggiungono i contributi di esperti di differenti discipline per una lettura originale e critica della materia. Una pubblicazione che si rivolge a professionisti del settore, a coloro che gestiscono spazi culturali o pianificano interventi sul territorio, a policy maker e amministratori locali, a chi è interessato alle nuove forme della cultura contemporanea e ai processi di innovazione sociale e urbana.
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L’AUTRICE E GLI AUTORI

Roberta Franceschinelli

Roberta Franceschinelli si occupa di progetti di innovazione culturale e sociale, dal punto di vista delle policy, degli strumenti di erogazione e abilitazione; specializzata in processi di rigenerazione e riattivazione di spazi ibridi a base culturale. È project manager della Fondazione Unipolis per cui coordina, tra le altre cose, il programma culturability. Cofondatrice e presidente della rete nazionale Lo Stato dei Luoghi, è stata membro del consiglio direttivo di RENA. Svolge, inoltre, attività di valutazione e mentoring per organizzazioni e fondazioni, scrive pubblicazioni, tiene lezioni e interventi pubblici sui temi della rigenerazione, sui luoghi e gli impatti della cultura.

Simone d’Antonio

Simone d’Antonio è giornalista ed esperto di politiche urbane europee. Per l’Anci cura le attività del Punto nazionale del programma Urbact. Tra i promotori della Urban Journalism Academy di UN-Habitat, suoi articoli sono apparsi su numerose testate globali, tra cui The Guardian, The Atlantic-Citylab e Reuters.

Paolo Testa

Paolo Testa è capo dell’Area studi e ricerche dell’Anci, coordinando gruppi di lavoro e progetti nazionali di innovazione urbana e sociale. Da oltre vent’anni si occupa di politiche nazionali per la gestione del cambiamento, la rigenerazione urbana e la coesione territoriale.


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INFO

Mercoledì 22 giugno 2022
FARE CITTÀ, FARE SPAZI
Nuovi attori e alleanze per l’innovazione culturale, sociale e urbana

Apertura al pubblico 18:30
Inizio evento 19.00