Mezzo Pieno / La fiducia nella ricerca

Con Mezzo Pieno, raccogliamo testimonianze e riflessioni di chi si occupa a vario titolo di editoria, istituzioni, produzione culturale, turismo, inclusione, ricerca scientifica, ambiente, disabilità, psicologia, giornalismo e design attorno alla domanda: cosa possiamo salvare dell’anno della pandemia?

Oggi risponde Nicola Tumino, ricercatore immunologo

La fiducia nella ricerca

La fiducia nella ricerca

Credo che questa pandemia abbia instillato nelle persone nuova fiducia nei confronti della ricerca

Nicola Tumino

Sicuramente la paura della pandemia, e della malattia che questo virus induce, rappresenterà un ricordo vivo per molti anni. Le limitazioni, l’isolamento, l’allontanamento dagli affetti e la paura della malattia non sono eventi banali, ma se i lati positivi sono difficili da trovare, analizzando bene la propria esperienza ognuno di noi potrebbe (e dovrebbe) trovarne tanti.

Credo fortemente nel mio lavoro e credo che questa pandemia abbia instillato nelle persone nuova fiducia nei confronti della ricerca, e che in molti si siano accorti di quanta importanza ha, in questo mondo, La Ricerca. La stessa che negli anni, in Italia, ha subito tante offese economiche, temprando le persone che amano e svolgono questo lavoro.
Per sviluppare un vaccino, per sviluppare test rapidi affidabili, per trovare trattamenti efficaci possono essere necessari diversi anni. Ora è stato possibile raggiungere degli ottimi risultati in tempi ampiamente più brevi, e questo è sotto gli occhi di tutti.

La fiducia nella ricerca
Photo by Ousa Chea on Unsplash

Personalmente, poi, devo aggiungere che nel 2020 sono diventato papà e che sono rimasto piacevolmente colpito da tutti i miei amici (otto coppie) che aspettano un figlio. Questo mi ha fatto molto pensare. C’è sempre una rinascita.
La paura di contagiare il prossimo ci ha allontanati, tantissimo. Però sono sicuro che, quando la vicinanza tornerà ad essere la normalità, l’affetto che c’era sarà decuplicato.

Biologo immunologo, ricercatore presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha ricoperto per 9 anni il ruolo di ricercatore presso l'IRCCS Instituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani. Laureato in biologia per la ricerca cellulare, molecolare e fisiopatologica, ha conseguito un dottorato in immunologia e biotechnologia.