Serra Empirica: Gelsomino Sambac

Serra Empirica è un progetto a cura di Zaelia Bishop. È la terrazza botanica delle Industrie Fluviali, un giardino in divenire che attualmente ospita, fra le altre, dieci diverse piante rampicanti rare e insolite che andranno a costituire una verde volta fra i tetti. Ma è anche un ciclo di storie di intima umanità e universale esistenza. Un racconto di persone e di piante, e del rapporto che lega esperienza sensibile, curiosità e saperi.
Ecco allora, dalla Serra Empirica, il Gelsomino Sambac.


Serra Empirica: il Gelsomino Sambac
Serra Empirica: il Gelsomino Sambac

Nel 1569 Cosimo I de Medici, figlio del diavolesco condottiero Giovanni dalle Bande Nere, è il primo Granduca di Toscana.
Arriva all’ambìto titolo quasi cinquantenne dopo essere stato, ormai per l’intera vita, l’ultimo Duca della Repubblica Fiorentina.
Per Cosimo I il granducato è in realtà un esilio, un assedio di fantasmi. Una decina di anni prima la malaria ha falciato sua moglie Eleonora di Toledo assieme a due suoi figli, e agli altri aveva già pensato la tubercolosi e il fato, al punto che di undici figli legittimi solo Francesco I e Ferdinando I gli sopravviveranno.
In gioventù non si è fatto granchè amare: dal padre ha ereditato un carattere incline alla burrasca e una spaventosa furia militare, con la quale ha letteralmente decapitato buona parte dell’avversa nobiltà fiorentina. Anche il fregio di Granduca ha qualcosa di spettrale, adesso che il corpo di Cosimo I è talmente sfiancato che le gambe appena lo sorreggono, e l’ictus l’ha privato della voce.
Ma il Granduca porta con sè un segreto, che non appartiene al potere, nè alla guerra, e nemmeno appartiene ai mortali.

La chiama Stufa dei mugherini, questa serra calda e nascosta, dal nome con cui i gelsomini erano al tempo noti

Negli anni in cui è Duca del fiorentino, Cosimo I fonda il Giardino dei Semplici, l’Orto botanico di Firenze. L’intento è di grande ambizione scientifica, lui stesso è amante delle scienze, delle arti, anche di quelle occulte.
Il disegno di questo giardino botanico recupera e rinnova l’orto officinale che fu del convento domenicano, originale proprietario del terreno. Ne amplia dunque i confini, con spirito dedicato alla raccolta e studio di piante rare, e di lontanissima provenienza.
Nell’inverno del 1545 è ufficialmente fondato il Giardino, a curarne la selezione è il botanico Luca Ghini, che del Duca è anche medico personale. La cultura del botanico è davvero impressionante, altrettanto la sua conoscenza delle piante e le prime serre ospitano presto varietà di felci, di rampicanti, di minuscole oppure monumentali specie fino ad allora mai viste.

Tra queste serre, una soltanto è inaccessibile se non al Duca e allo stesso Ghini: è la serra dei gelsomini, ossessione segreta di Cosimo I.
La chiama Stufa dei mugherini, questa serra calda e nascosta, dal nome con cui i gelsomini erano al tempo noti. In Italia questa pianta era arrivata appena cento anni prima, con le invasioni dei pirati turchi, che il gelsomino l’avevano scoperto lungo le coste di Malabar, in India.
Al proprio feudo, il Duca impone il divieto di coltivarne alcuna specie, e che dunque gli unici esemplari siano e rimangano quelli custoditi nella Stufa. Tra questi vi è sicuramente il Sambac, gelsomino maestoso e altissimo, le cui fioriture semidoppie e il profumo sfuggente e inquieto, diverso da quello comune, stregano Cosimo I. Al punto da rivolgersi al proprio medico perchè lo aiuti con oscure pratiche alchemiche a impedire la corruzione del gelsomino.

Serra Empirica: il Gelsomino Sambac
Serra Empirica: il Gelsomino Sambac


Nelle labirintiche fonderie di Palazzo Vecchio, per un tempo ignoto, il medico Ghini e il Duca solvono e coagulano ricette e codici, si rivolgono ai mummificati reperti egizi, alle misteriche pratiche etrusche e a quelle apprese alle corte europee. Se i sotterranei gli fanno da laboratorio, la serra inaccessibile è il teatro dei loro esperimenti. Dell’esito di questa struggente ricerca non c’è traccia, come dei diari e degli appunti di Luca Ghini andati perduti immediatamente dopo la sua morte, e con loro gli erbari e i disegni raccolti in vita.
Cosimo I, vecchio e muto Granduca di Toscana, questo segreto l’ha tenuto con sè per oltre trent’anni, un tempo in cui ogni cosa è nata e morta eppure non ha mai smarrito il profumo del gelsomino.

Cosimo I si rivolge al proprio medico perchè lo aiuti con oscure pratiche alchemiche a impedire la corruzione del gelsomino

Un secolo e mezzo dopo, Cosimo III de Medici diventa il Granduca di Toscana, penultimo della dinastia. La Stufa dei mugherini  è ancora al proprio posto, e per Cosimo III è presto meta irresistibile e segreto rifugio: tra le varietà raccolte spicca un Sambac dal profumo intenso, ossessionante. Al fidato medico e botanico Francesco Redi il Granduca chiede di trarne una pozione che sempre possa accompagnarlo.
Questa volta l’esito è noto: una cioccolata, all’aroma di gelsomino. A rimanere invece oscura è la preparazione composta dal Redi, ricetta ancora oggi segreta.


Anche il Gelsomino Sambac è presente presso la Serra Empirica sulle terrazze delle Industrie Fluviali di Roma Ostiense.


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