52 playlists: 10 canzoni del 1973
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52 playlists: 10 canzoni del 1973

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
Solo 10 brani: immagina quante canzoni memorabili rimangono escluse. E allora segui Industrie Fluviali su Instagram per contribuire ogni settimana coi tuoi suggerimenti e far crescere le nostre playlist: sarà la colonna sonora delle Industrie Fluviali per tutto il 2021! Fai felici i nostri Rivers con una dieta musicale varia e bilanciata.
Questa settimana la quarta di 52 playlists, con 10 canzoni del 1973.


52 playlists: 1973

52 playlists: 10 canzoni del 1973

A proposito delle canzoni di questa playlist

Gli attriti fra la Stax e Dale Ossman Warren (rispettivamente etichetta discografica e leader dei 24 Carat Black) hanno impedito alla band di pubblicare altri album successivi a Ghetto: Misfortune’s Wealth, il disco che contiene Mother’s Day. Come in altri illustri casi, l’album è stato riscoperto e considerato unanimamente un capolavoro grazie al sampling di artisti hip-hop tra cui Dr. Dre & Nas, Jay-z, Kendrick Lamar, Eric B & Rakim.

In Don’t You Worry ‘Bout a Thing, l’unica cosa che Stevie Wonder non suona sono le percussioni. Quasi l’intero album Innervision è suonato soltanto da lui.

La prima versione di Stop That Train risale al 1967, la suonavano Keith & Tex e parlava di un ragazzo che cerca di fermare il treno dove viaggia la sua fidanzata. I Wailers (e in particolare Peter Tosh come solista) hanno reso famosa la versione dai contenuti marcatamente politici che siamo abituati a sentire.

Apache è il brano più famoso della Incredible Bongo Band, progetto musicale di Michael Viner, che sfruttava i tempi morti per registrare negli studi della MGM con qualsiasi musicista disponibile, la magior parte dei quali mai accreditata (tra loro, pare, anche RIngo Starr e John Lennon).
Non si trattava di una vera band, e le fotografie usate per le copertine e la promozione ritraevano una band fittizia, creata al momento.

Non Farti Cadere le Braccia dà il titolo all’album di esordio di Edoardo Bennato.

Knockin’ On Heaven’s Door è stata realizzata da Dylan per la colonna sonora di Pat Garret & Billy the Kid. Poi ne avrebbero fatta una cover decine di artisti: Guns N’ Roses, Bruce Springsteen, The Grateful Dead, Mark Knopfler, Eric Clapton, Roger Waters, Aerosmith, Television, Antony and the Johnsons, U2, Aretha Franklin, Nirvana.

Nel frattempo, nel 1973…

Questo è l’anno dell’inaugurazione del World Trade Center, dell’epidemia di colera nel Sud Italia e in varie città del Mediterraneo, del golpe di Pinochet, della guerra del Kippur e dell’elezione di Peron. In Italia, Enrico Berlinguer propone per la prima volta l’idea del Compromesso Storico con la DC.



< 1972 1974 >
Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.