52 playlists - 10 canzoni del 2020
2020: scoppia la pandemia di SARS-CoV-2 - Photo by Edwin Hooper on Unsplash

52 playlists: 10 canzoni del 2020

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presentiamo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 2020.


52 playlists: 2020

52 playlists: 10 canzoni del 2020

A proposito delle canzoni di questa playlist

Nubya Garcia feat. Le Perla: La Cumbia Me Está Llamando

Di Nubya Garcia avevamo già parlato nel post sul 2017. Nel 2020, col suo primo album, la sassofonista conferma di avere molto da dire: quando mescola jazz e reggae e ethio-jazz alla Mulatu Astatke e cumbia, riesce a rappresentare efficacemente la realtà e l’eredità culturale delle seconde generazioni londinesi. In più, la sua abilità al sax tenore la pone di diritto sulla mappa della scena jazz di Londra che infarcisce queste nostre ultime playlists di 52 Playlists (ci torniamo più avanti).

Vulfpeck: 3 on E

L’album che i Vulfpeck pubblicano nel 2020 arriva dopo il successo registrato al Madison Square Garden dell’anno prima: la loro perfomance è stata fra i primi sold-out realizzati nell’impianto newyorchese da una band senza manager e senza major alle spalle. Il loro è un funk retrò e un po’ nerd, suonato in maniera estremamente pulita e divertente da una band in cui tutti sembrano poter suonare tutto.

Calibro 35 feat. Illa J: Stan Lee

I Calibro 35 non sono nuovi su 52 Playlists, ma MOMENTUM, il loro album del 2020, non poteva proprio mancare. Si tratta di una delle band italiane più esportabili (e le collaborazioni internazionali sono lì a dimostrarlo, come su questa Stan Lee dove a rappare c’è Illa J), che con questo album si dimostra sempre più capace di allontanarsi dal ristretto campo del funk-prog poliziottesco, virando su sonorità più marcatamente hip-hop senza perdere la riconoscibilità del loro sound.

Thao and the Get Down Stay Down: Pure Cinema

Nell’anno della pandemia (anche se questo titolo ha perso di significato nel corso del 2021), Thao Nguyen e Adam Thompson possono fregiarsi di essere stati i primi a realizzare un videoclip interamente con Zoom. In quel caso si trattava di Phenom, ma per questa playlist ho scelto Pure Cinema sulla base di un criterio piuttosto complesso che possiamo riassumere così: mi piace di più.

The Heliocentrics: Hanging by a Thread | SAULT: I Just Want to Dance

Passiamo per Boomer di Bartees Strange e Must Be in Love di Pete Josef, e torniamo di nuovo a Londra. Gli Heliocentrics hanno debuttato nel 2007 e sono una certezza del jazz urban-oriented inglese. Nel 2020 hanno pubblicato due album – fra cui Infinity of Now che contiene Hanging by a Thread – entrambi con l’etichetta di Madlib. SAULT, invece, è un collettivo che ha optato per un alone di mistero e per qualcosa che, almeno fino all’avvento della pandemia, contraddice ogni consuetudine dell’industria discografica contemporanea: non si esibiscono live, non ci sono componenti da seguire sui social. Ciò nonostante, i loro album (e sono tanti: nel 2021 hanno pubblicato – rendendolo disponibile per brevissimo tempo – il quinto in tre anni) sono un grande successo di pubblico e critica. È sempre bello quando qualcuno riesce a smentire gli standard.

Shabaka and the Ancestor: The Coming of the Strange Ones | Moses Sumney: Virile

Restiamo a Londra. Con Shabaka and the Ancestor sono già tre i progetti musicali che coinvolgono Shabaka Hutchings a trovare spazio su queste playlist (gli altri sono Sons of Kemet e The Comet is Coming). È interessante notare come fra i temi di We Are Sent Here by History (il suo album del 2020), che riflette sull’umanità e la sua coesione da una prospettiva futura, trovino particolare spazio temi legati alla misoginia e più in generale al ruolo della mascolinità nel nuovo millennio, in brani com We Will Work (On Redefining Manhood), o Teach Me How to Be Vulnerable o ancora Finally the Man Cried. Ancora più esplicito, a riguardo, è Moses Sumney in Virile: “Desperate for passing grades/ The virility fades/ You’ve got the wrong guy/ You wanna fit right in/ Amp up the masculine/ You’ve got the wrong idea, son”.

Nel frattempo, nel 2020…

Il 2020 è l’anno della pandemia. È stato anche l’anno del Black Lives Matter, degli incendi record in Australia, dell’esplosione gigantesca nel centro di Beirut, dell’accordo fra UE e UK su Brexit, della morte di Diego Armando Maradona, Gigi Proietti, Franca Valeri, Rossana Rossanda, Kobe Bryant, Luis Sepùlveda, Enzo Mari, Chadwick Boseman, Ruth Bader Ginsburg.


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Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.