52 playlists - 10 canzoni del 2000
Nel 2000 Roma ospita il Giubileo ma anche il World Gay Pride, che registra il record di 500.000 partecipanti - Photo by Luis Cortés on Unsplash

52 playlists: 10 canzoni del 2000

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 2000.


52 playlists: 2000

52 playlists: 10 canzoni del 2000

A proposito delle canzoni di questa playlist

Pare che Idioteque sia nata così: un pomeriggio, Jonny Greenwood si chiude in studio e registra da solo una sessione di 50 minuti. Quella sera, Thom Yorke ascolta l’intera registrazione e, nel mezzo dei 50 minuti, viene rapito da una sezione di circa 40 secondi, che sarebbe diventata la base per Idioteque.

B.O.B. – Bombs Over Baghdad è un brano che alla critica è sempre piaciuto parecchio. Il Rolling Stone ne parlò così: “SUona come una sorta di congregazione del sud, una funkizzata congregazione del sud, dove Chuck D è il predicatore e Afrika Bambaataa si occupa delle musiche”.

Time Travelin’ è un tributo al grande Fela Kuti (se non sapete chi fosse, forse siete finiti sulla pagina sbagliata ma potete recuperare velocemente qui). Nel brano suona anche suo figlio, il sassofonista e attivista Femi Kuti.

La voce di Quasimoto in Goodmorning Sunshine sembra la voce di qualcuno che ha inalato dell’elio. Per capire il perché, c’è da approfondire chi sia Quasimoto: si tratta di un progetto del producer Madlib, una sorta di duo in cui lui è il produttore e Quasimoto il rapper. Ma Quasimoto altri non è che Madlib stesso, che registra le parti vocali dei brani su una versione rallentata dei beat, per poi riportare tutto alla normale velocità ottenendo questa sorta di effetto chipmunks. Relativamente all’album The Unseen (il primo sotto il moniker di Quasimoto), Madlib ha dichiarato di averlo realizzato dopo aver assunto funghi allucinogeni per un mese.

Since I Left You (un po’ come Endtroducing di Dj Shadow), sia la traccia che l’album omonimo, è composta utilizzando un numero incredibile di campionamenti (che The Avalanches stimano in 3.500), fatti per lo più da dischi acquistati a caso negli angoli delle occasioni.

Renegades of Funk è una cover di un brano di Afrika Bambaataa. I Rage Against the Machine la incisero subito prima del loro scioglimento, e pertanto non la suonarono mai dal vivo fino alla reunion avvenuta nel 2007.

Prima dell’album American III: Solitary Man, una polmonite costrinse al ricovero ospedaliero Johnny Cash. La cover di I Won’t Back Down di Tom Petty è uno dei brani all’interno dell’album (un altro è la cover di One degli U2) che si riferiscono alla malattia di Cash, il quale sarebbe morto 3 anni più tardi.

Gomma è forse il brano più famoso di Sussidiario Illustrato della Giovinezza, disco di esordio dei Baustelle. Negli anni, l’album è diventato introvabile e nel 2010 la Warner ha deciso di ristamparlo con una nuova versione dei brani La Canzone del Parco e, appunto, Gomma. La nuova versione del brano, però, non è piaciuta molto ai fan.

Untitled è un omaggio a Prince. Il video – un’inquadratura fissa su D’Angelo che canta il brano, completamente nudo e dal fisico scultoreo – fece parecchio scalpore, e aumentò a dismisura la fama del cantautore nonché la sua immagine di icona sexy (che contrastava con l’impegno politico della sua produzione, al punto che fu determinante per il suo parziale ritiro dalle scene dopo il tour di Voodoo). Oggi, Untitled chiude generalmente le esibizioni di D’Angelo: progressivamente, uno alla volta, i musicisti e le musiciste della band terminano di suonare, abbracciano D’Angelo mentre interpreta il brano al pianoforte, e abbandonano la scena, finché il cantante resta da solo a concludere il brano.

Silence Is Sexy appare quasi un manifesto programmatico per gli Einstürzende Neubauten del nuovo millennio. Dopo le delusioni seguite agli album degli anni ’90 e ai primi cambiamenti nell’organico, in questo brano (e in tutto l’album omonimo) prende corpo il percorso avviato dieci anni prima: i rumorismi diminuiscono in favore di una vera e propria estetica del silenzio.


Nel frattempo, nel 2000…

Questo è l’anno che avrebbe dovuto aprirsi con la fine dell’umanità, stando a Nostradamus ma soprattutto ai timori causati dal millennium bug, che si rivelarono molto meno catastrofici del previsto. È l’anno della seconda Intifada e l’anno in cui il primo equipaggio raggiunge la Stazione Spaziale Internazionale. Un Concorde in partenza da Parigi precipita al decollo causando la morte di 113 persone e determinando, tre anni più tardi, la fine dei voli civili supersonici. Con la morte di Charles M. Schulz, viene pubblicata l’ultima striscia dei Peanuts.

In Italia, è l’anno del Giubileo e del Gay World Pride. Una banconota da 5.000 è l’ultima stampata prima che la Lira ceda il posto all’Euro e il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ripristina la Festa Nazionale del 2 giugno che celebra la Repubblica.


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Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Autore
Eva Pinter

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.