52 playlists: 10 canzoni del 1992
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52 playlists: 10 canzoni del 1992

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 1992.


52 playlists: 1992

52 playlists: 10 canzoni del 1992

A proposito delle canzoni di questa playlist

The Longest Line e l’omonimo ep segnano l’ingresso nei NOFX di El Hefe, il chitarrista che contribuirà a costruire il riconoscibile sound della band apportando influenze ska-punk.

Enorme successo fra Europa e Giappone, l’album di debutto dei Manic Street Preacher che contiene Stay Beautiful fu un fiasco totale negli USA, cancellato dall’ondata grunge che dominava in quel periodo.

Nel 1992, negli ambienti dell’hip-hop saltavano un po’ tutti. Oltre agli House of Pain con Jump Around, saltavano anche i Kriss-Kross con Jump, The Movement con Jump! e i Brand Nubian con Punks Jump Up To Get Beat Down.

Nuthin’ But a G Thang è la prima apparizione discografica di Snoop Dogg.

Easy è la cover di un brano dei Commodores contenuta in Angel Dust, l’album dei Faith No More che nel 2003 la rivista Kerrang! ha definito l’album più influente di tutti i tempi.

Michael Stipe ha dichiarato che scrivendo Man on the Moon, il brano dei R.E.M. dedicato al comico Andy Kaufman, il suo riferimento è stato Kurt Cobain. Più di preciso, ha detto che gli yeah yeah yeah che si ripetono alla fine di ogni verso sono un tentativo di metterne di più di quanto Cobain avesse mai fatto in un pezzo.

Creep, il primo singolo pubblicato dai Radiohead, fu giudicato troppo deprimente da BBC Radio, che la trasmise solo due volte prima di escluderla dalle trasmissioni.

Here è nel primo album dei Pavement, inserito da Rolling Stone nella classifica dei migliori 500 album di sempre, dove viene descritto come la quintessenza del indie-rock americano.

Plush è stata scritta da Scott Weiland ed Eric Kretz degli Stone Temple Pilots in una vasca da bagno, dopo che i due avevano sentito la notizia del ritrovamento del corpo di una ragazza vicino San Diego, loro città natale.

L’urlo che si sente in Wargasm è di Yoko Ono.


Nel frattempo, nel 1992…

Questo è l’anno dello scioglimento dell’ex-Jugoslavia che, nello stesso anno, sfocerà in un lungo e sanguinoso conflitto. È l’anno del trattato di Maastricht, della Guerra del Nagorno Karabakh e delle rivolte di Los Angeles a seguito del pestaggio di Rodney King. Il leader cinese Deng Xiaoping annuncia che la Cina si aprirà al libero mercato, Rabin viene eletto primo ministro d’Israele e Bill Clinton diventa presidente degli Stati Uniti d’America. Questo è l’anno del Mercoledì nero, dell’Oscar a Mediterraneo di Salvatores e dell’apertura di Eurodisney.

In Italia, è l’anno delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio. Termina il Maxiprocesso di Palermo, con 360 condannati per un totale di 2.665 anni di carcere e 19 ergastoli. L’inchiesta Mani pulite apre la stagione di Tangentopoli e il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga si dimette annunciandolo in diretta tv. Un contingente dell’esercito viene inviato in Somalia nell’ambito dell’operazione Restore Hope.


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Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.