52 playlists: 10 canzoni del 1990
Photo by Alex Iby on Unsplash

52 playlists: 10 canzoni del 1990

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
Solo 10 brani: immagina quante canzoni memorabili rimangono escluse. E allora segui Industrie Fluviali su Instagram per contribuire ogni settimana coi tuoi suggerimenti e far crescere le nostre playlist: sarà la colonna sonora delle Industrie Fluviali per tutto il 2021! Fai felici i nostri Rivers con una dieta musicale varia e bilanciata.
Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 1990.


52 playlists: 1990

52 playlists: 10 canzoni del 1989

A proposito delle canzoni di questa playlist

Il beat di Can i Kick It? è basato su un loop campionato da Walk on the Wild Side di Lou Reed, che è stato per questa ragione l’unico a ricevere royalties per questo brano. Phife Dawg degli A Tribe Called Quest dichiarò che il gruppo era contento di aver avuto il permesso di usare il sample, ma che si sarebbero aspettati di poter condividere parte delle royalties.

Estratto dall’album d’esordio dei Black Crowes, il singolo Hard to Handle è una cover dell’omonimo brano di Otis Redding.

Man in the Box è il singolo più famoso estratto da Facelift, l’album d’esordio degli Alice in Chains che permise al grunge diventare un fenomeno di massa.

In Endangered Species, Ice Cube predice che il suo quartiere sarebbe stato l’innesco di scontri e violenze legate all’atteggiamento della polizia di L.A. con due anni di anticipo sulle rivolte che seguirono l’omicidio di Rodney King.

Life Worth Livin’ è nel disco d’esordio degli Uncle Tupelo, la band che ha dato vita all’alternative country e dalla quale, più tardi, sarebbero nate le band Wilco e Son Volt.

John the Fisherman è il primo singolo del primo album dei Primus, ed è ispirato alla vera storia dello scontro fra una petroliera da 62mila tonnellate e un piccolo peschereccio.

Nobody But You fa parte di Drella, il concept album di Cale e Reed ispirato e dedicato a Andy Warhol. Drella era il soprannome che davano a Warhol per via del suo carattere lunatico, metà Dracula e metà Cinderella.

Funky Technician è l’esordio di Lord Finesse e da DJ Mike Smooth, un capolavoro dell’undergorund hip-hop acclamato dalla critica ma offuscato dalla concorrenza dell’incredibile mole di produzioni hip-hop del periodo.

Quando Sinead O’Connor piange nel video di Nothing Compares 2 U, si tratta di vere lacrime scaturite inaspettatamente a causa del verso: All the flowers that you planted mama/ In the back yard/ All died when you went away. Sua madre era morta in un incidente d’auto cinque anni prima.

Pare che Don Raffaè alluda al boss della camorra don Raffaele Cutolo. Nonostante De Andrè non avesse informazioni circa la detenzione del boss, lo stesso Cutolo si convinse di essere al centro della canzone e scrisse a De Andrè per chiedergliene conferma, meravigliato di come avesse centrato così tanti aspetti della sua vita e del carcere.


Nel frattempo, nel 1990…

Questo è l’anno della Guerra del Golfo, della liberazione di Nelson Mandela e della fine dell’Apartheid e dell’introduzione del multipartitismo e della proprietà privata in URSS, dove viene aperto il primo McDonald’s. È l’anno della riunificazione delle due Germanie, del lancio del telescopio Hubble e dei primi scontri tra hutu e tutsi. In Polonia, Lech Wałęsa diventa presidente della Repubblica mentre nel Regno Unito finisce l’era Thatcher.

Questo è l’anno de La voce della luna, l’ultimo film di Fellini, e del premio Oscar a Nuovo cinema Paradiso. Un miliardo di persone segue in mondovisione il primo concerto dei Tre Tenori alle Terme di Caracalla e i Pink Floyd si esibiscono con l’opera rock The Wall a Berlino.

In Italia, è l’anno delle notti magiche, del delitto di via Poma e dell’omicidio del giudice Livatino.


< 19891991 >
Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.