52 playlists: 10 canzoni del 1980
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52 playlists: 10 canzoni del 1980

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 1980.


52 playlists: 1980

52 playlists: 10 canzoni del 1980

A proposito delle canzoni di questa playlist

Boys Don’t Cry è un singolo del 1979 assente dall’album Three Imaginary Boys pubblicato nello stesso anno. Il brano venne reinciso nel 1980 per inserirlo nella versione americana dell’album, che prese il titolo – appunto – di The Boys Don’t Cry.
La versione in questa playlist, però, è quella contenuta in Standing on a Beach – The Singles 1978-1985, per il quale il brano viene nuovamente inciso.

Stando alle parole di Peter Hook, il finale di Isolation è il fortunoso risultato degli sforzi di Martin Hannett’s di salvare il salvabile dopo il disastroso lavoro di un apprendista fonico.

Dark Entries racconta la storia di Dorian Gray perché Il Ritratto di Dorian Gray fu il primo vero romanzo mai acquistato da Peter Murphy dei Bauhaus, nonché il suo preferito.

The Boy With the Perpetual Nervousness apre Crazy Rhytms, l’album d’esordio dei Feelies che, a discapito dello scarso successo commerciale, è considerato l’ispirazione di moltissime band a seguire, REM in primis. Come dichiarato da Glenn Mercer, il sound che i Feelies stavano cercando “era una reazione alla scena punk”, poiché “essendo un po’ più grandi, sentivamo che era già stato fatto tutto”.

Nel 1980, il testo di Kobra – come si può immaginare – creò un certo scandalo. Al punto che il verso “Quando amo“, nel finale della canzone, venne rimosso. Però venne rimosso solo dal testo pubblicato sulla copertina del disco, che è come dire che non è stato rimosso un bel niente.

I Was a Teenage Werewolf è presente in Songs The Lord Taught Us, la cui copertina recitava l’indicazione per i negozi di dischi “catalogare sotto Musica Sacra”.

Il rullante con il gated reverb che avrebbe caratterizzato tutta la produzione di Phil Collins e- più in generale – sarebbe diventato uno degli elementi sonori iconici degli anni ’80, nacque per caso durante la registrazione di Intruder, la cui batteria era suonata proprio da Collins.

I Dead Kennedys hanno pubblicato California Über Alles come attacco satirico nei confronti del governatore californiano Jerry Brown, quando era in corsa per diventare il nuovo presidente degli USA. Dopo che fu un altro ex-governatore della California, Ronald Regan, a diventare presidente, i Dead Kennedys incisero We’ve Got A Bigger Problem Now.

Back in Black è il sesto album più venduto nella storia degli Stati Uniti.

Redemption Song è l’ultimo singolo pubblicato da Bob Marley prima della sua morte, avvenuta l’anno seguente. Il brano trae ispirazione dalle parole di Marcus Garvey, attivista per i diritti civili.

Nel frattempo, nel 1980…

Questo è l’anno della nascita di Solidarnosc e della morte di Tito, l’anno dell’elezione di Mugabe e di Ronald Regan, l’anno delle Olimpiadi di Mosca e del loro boicottaggio. È l’anno dell’esodo di Mariel, che porta in Florida 125.000 profughi cubani, e dell’inizio della guerra fra Iran e Iraq.
Questo è l’anno dell’arresto di Michele Sindona, del lancio di Pac-Man e dell’assassinio di John Lennon.
In Italia, è l’anno della Strage di Bologna e della Strage di Ustica, degli omicidi di Piersanti Mattarella, Walter Tobagi, Guido Galli e Vittorio Bachelet. L’anno degli arresti sui campi da gioco nell’ambito dello scandalo del calcio-scommesse. Umberto Eco pubblica Il Nome della Rosa. A Torino, la famosa Marcia dei quarantamila vede sfilare silenziosamente per le vie della città quadri e impiegati della FIAT in contrapposizione ai movimenti operai impegnati da 35 giorni nella mobilitazione contro la CIG. Prende così il via la cosiddetta stagione del riflusso e si avviano alla conclusione gli anni di piombo.


Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.