52 playlists: 10 canzoni del 1979

52 playlists: 10 canzoni del 1979

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 1979.


52 playlists: 1979

52 playlists: 10 canzoni del 1979

A proposito delle canzoni di questa playlist

Lost in the Supermarket è fra i brani più famosi di London Calling, e la foto di copertina è considerata tra le più iconiche della storia del rock. Sappiamo che venne scattata dalla fotografa Pennie Smith alle ore 22.50 perché, per distruggere il suo basso, Paul Simonon ruppe anche il suo orologio.

Il riff di Walking on the Moon è venuto in mente a Sting mentre si trovava, ubriaco, in una stanza d’albergo di Monaco di Baviera. Per fissarlo nella mente, mentre si aggirava barcollante per la stanza, canticchiava Walking Round the Room. Il mattino seguente, a mente lucida, sarebbe diventato Walking on the Moon.

Non c’entra con The Ballad of Lucy Jordan, ma vorrei ricordare che Marianne Faithfull è stata la prima nella storia a pronunciare la parola fuck in un film.

Rudy sta per Rude Boy, l’espressione giamaicana che indica i giovani delle gang. Quando The Specials realizzano la loro versione di A Message to You Rudy, l’originale del 1967 di Dandy Livingstone che parlava di disordini sociali in seno alla gioventù di Kingston, si trasforma in un brano sui malumori della società britannica che sarebbero sfociati nell’Inverno del Malcontento.

Le percussioni all’inizio di Don’t Stop ‘Til You Get Enough sono suonate dai più piccoli della famiglia Jackson, Randy e Janet, percuotendo delle lattine.

Bartali è una canzone che Paolo Conte scrive per Enzo Jannacci ma che poi incide anche lui, nello stesso anno, pubblicandola nel suo album Un Gelato al Limon.

Nel frattempo, nel 1979…

Questo è l’anno dell’elezione di Margareth Thatcher, delle prime elezioni a suffragio universale diretto del Parlamento europeo, e della nascita del Walkman. È l’anno del record del mondo di Pietro Mennea, della morte di Sid Vicious, del Nobel per la pace a Madre Teresa, della cauta dello scià Reza Pahlavi e della conseguente ascesa dell’Ayatollah Khomeini. Termina il regime di Pol Pot, Saddam Hussein diviene Presidente della Repubblica irachena, l’URSS invade l’Afghanistan e viene istituito l’Anno Internazionale del Bambino. In Italia, si conclude il processo di primo grado per la strage di piazza Fontana, vengono assassinati Giorgio Ambrosoli, Boris Giuliano, Antonio Varisco e il giornalista Mino Pecorelli. È l’anno del sequestro di Fabrizio De André e Dori Ghezzi. Nilde Iotti diventa la prima donna a presiere la Camera dei Deputati e la rivista Fuori! organizzaa la prima giornata dell’orgoglio omosessuale in Italia.


Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.