52 playlists: 10 canzoni del 1977

52 playlists: 10 canzoni del 1977

52 settimane, 52 playlists, 52 anni di musica.
Da gennaio a dicembre, ogni mercoledì presenteremo un anno di musica in 10 brani. Dal 1970 al 2021.
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Questa settimana, per le nostre 52 playlists, 10 canzoni del 1977.


52 playlists: 1977

52 playlists: 10 canzoni del 1977

A proposito delle canzoni di questa playlist

Randy Newman ha dovuto spiegare innumerevoli volte che il testo di Short People è assolutamente ironico. In molti pensavano che ce l’avese davvero con le persone basse.

All’epoca di Hiroshima Mon Amour, gli Ultravox si chiamavano ancora Ultravox! – con il punto esclamativo. L’album era Ha! Ha! Ha! e con tutti quei punti esclamativi pare che in molti sbagliassero la grafia del titolo. Ecco perché in seguito la band smise di usarli.

Quando uscì il singolo di Marquee Moon, dovettero dividerlo in due parti perché il lato di un 45 giri non era sufficiente a contenerlo tutto.

Psycho Killer è in assoluto la prima canzone scritta dai Talking Heads. Il bridge in francese prima dell’ultimo ritornello è stato scritto da Tina Weymouth, ragazza del batterista Chris Frantz, che parlava francese, ma la volontà iniziale di David Byrne era che fosse in giapponese.

Sul retro di From Here to Eternity, c’era scritto “Only electronic keyboards were used on this recording”.

Quando gli sconosciuti Sex Pistols si esibirono alla Lesser Free Trade Hall di Manchester, erano presenti meno di 100 persone, e per molte di loro fu una serata che ne cambiò la vita. I Joy Division, ad esempio, sono nati proprio grazie a quell’esibizione.
Nel libro “Il Concerto Che Ha Cambiato il Mondo“, David Nolan ha scritto che senza quel concerto non avremmo avuto “i Buzzcocks, i Magazine, i Joy Division, i New Order, la Factory Records”. Ma si è spinto oltre aggiungendo, di conseguenza, buona parte della musica inglese generatasi nei decenni seguenti: Oasis, Green Day, Arctic Monkeys, Interpol, Prodigy, Kasabian.

David Bowie ha scritto Heroes – e le altre canzoni dell’album omonimo – mentre viveva in un appartamento economico di Berlino Ovest dove si era rifugiato per superare lo stress da fama e tour, oltre alla dipendenza da cocaina.



A Berlino, assieme a David Bowie, c’era anche Iggy Pop, che stava invece cercando di superare la dipendenza da eroina. Pop e Bowie scrissero e produssero assieme Lust For Life, l’album che contiene The Passenger, e lo registrarono in uno studio di Berlino Ovest in soli 8 giorni.

Nel frattempo, nel 1977…

Questo è l’anno del blackout di New York, dell’uscita nelle sale del primo Star Wars, dell’inaugurazione del Centre Pompidou e dello Studio 54. È l’anno in cui iniziano le manifestazioni delle Madri di Plaza de Mayo e l’anno della morte di Elvis Presley e di Maria Callas.
In Italia iniziano le prime trasmissioni TV a colori, nasce il movimento del ’77, il Ministro degli Interni Francesco Cossiga invia i carri armati a Bologna per fermare le contestazioni studentesche e Herbert Kappler fugge dall’ospedale militare del Celio. È questo l’anno della morte di Giorgiana Masi.


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Dai un’occhiata alle playlist già pubblicate.

Eva Pinter è una compilatrice di graduatorie, una sequenziatrice di eventi.

Non è una critica musicale, né una musicista professionista, né una book agent, né una venditrice di pianoforti. Eva Pinter non è il nome di un negozio di dischi.

Ama il suono del gesso sulla lavagna, la minestra troppo salata e avere le scarpe bagnate.

Scrive e assembla 52 Playlists in esclusiva per Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. Probabilmente a tempo pieno.