Mezzo Pieno / Un nuovo sistema di consapevolezze

Con Mezzo Pieno, raccogliamo testimonianze e riflessioni di chi si occupa a vario titolo di editoria, istituzioni, produzione culturale, turismo, inclusione, ricerca scientifica, ambiente, disabilità, psicologia, giornalismo e design attorno alla domanda: cosa possiamo salvare dell’anno della pandemia?

Oggi rispondono il Circolo del Design ed Elisabetta Donati de Conti, designer

Un nuovo sistema di consapevolezze

Un nuovo sistema di consapevolezze

Questa fragilità e questa complessità non sono da conoscere per essere combattute, bensì per essere amate

Elisabetta Donati de Conti

Credo, o perlomeno spero, che il 2020 lascerà in eredità una comprensione diversa della fragilità. Non solo la fragilità umana, ma anche quella animale, ambientale, infrastrutturale e persino tecnologica. Potrebbe non sembrare una buona notizia, ma la realtà è che una nuova fase di consapevolezza, dopo il primo tumultuoso sentimento di inadeguatezza che si porta dietro, genera a sua volta una forza propulsiva nutrita da energia fresca e vitale.

Negli scorsi mesi, insieme e grazie al Circolo del Design di Torino, con la piattaforma Welcome to the Post Analog Condition*, abbiamo indagato con tantissimi designer e architetti i temi della casa, della crisi, del progetto e delle nuove generazioni, e piano piano ci siamo accorti che sono diventati fulcri di discussione pubblica più ampia, aspetti delle nostre vite che già prima erano presenti prepotentemente, in maniera quotidiana e costante. Spesso però, siccome eravamo troppo impegnati, o forse anche solo distratti, avevamo dimenticato di considerarli in maniera attiva, lasciandoli in disparte nel flusso di ciò che procede in autonomia, o per inerzia. E così, come è naturale che sia, mettendo a fuoco ognuno di questi temi, se ne mettono a fuoco anche debolezze, nodi critici e disfunzionalità, elementi che hanno dato forma a una complessità con la quale non eravamo pronti a fare i conti. Ma questa fragilità e questa complessità non sono da conoscere per essere combattute, bensì per essere amate – come ci ha insegnato una ricca conversazione con Studio Formafantasma.

È l’atto consapevole e umile di chi progetta a renderlo un atto critico, che invita ad accogliere il nuovo anziché a respingerlo, in un gesto di riconoscimento collettivo delle nuove sfide e possibilità che si aprono al mondo del design, sia da un punto di vista pratico che di pensiero: ricostruire ciò che serve, ma ricostruire anche la bellezza in un nuovo sistema di consapevolezze.

Il Circolo del Design di Torino, alimenta e diffonde la cultura del progetto contribuendo a rinforzare il sistema del design del territorio attraverso attività culturali e di formazione, lo sviluppo di opportunità professionali tra designer e aziende e la collaborazione con le istituzioni.

Designer e autrice. Dopo aver conseguito la laurea specialistica in design degli interni al Politecnico di Milano ha portato avanti parallelamente l’attività di progettazione e quella editoriale. I suoi articoli sono comparsi sulle principali riviste del settore: Domus, Elle Decor, Exibart, Icon Dezalòasign, Pizzadigitale, Sali e Tabacchi, Sapiens.