Edicola Fluviale di ottobre


Notizie, approfondimenti, opinioni: in questa Edicola Fluviale, raccogliamo una breve selezione di articoli del mese di ottobre che meritano un minuto di attenzione.

edicola fluviale ottobre
Foto Ron Kimball/RM Sotheby’st

Nella polemica relativa alla chiusura di cinema e teatri si sono susseguiti moltissimi pareri. Ne abbiamo scelti due, contrapposti ma entrambi ben argomentati: Nicola Lagioia su Repubblica e Marino Sinibaldi su Internazionale

La chiusura di cinema e teatri? Quei riti che ci aiutano a non finire in un buco nero di Nicola Lagioia – la Repubblica

Se questo governo crede che la cultura sia solo spettacolo e intrattenimento (“i nostri artisti che ci fanno divertire”, fu lo scivolone di Conte dello scorso maggio), o che perfino l’intrattenimento non sia legato a qualcosa di più antico e fondante, allora si capisce bene la decisione di chiudere tutto senza distinzione. Si intravede però così anche una mancanza di visione, quella che servirà – passata la tempesta – per costruire un futuro diverso.

Ai teatri e ai cinema serve un’alternativa vera di Marino Sinibaldi – Internazionale

È per questi valori […] che va lanciata una mobilitazione all’altezza dei tempi. Cioè della gravità ma anche della responsabilità di chi – proprio perché ha a cuore l’arte e la cultura, cioè la vita più piena, aperta e generosa – non può nemmeno minimamente mettere a rischio salute ed esistenza altrui.


Una riflessione, quella del Museo de Arte Moderno di Buenos Aires, che prende spunto dalla medusa filmata nei canali di Venezia durante il lockdown. Se lo spazio del museo è ridotto dalle costrizioni pandemiche, può esso trovare nuovi terreni e di dialogo con il pubblico?

Il tempo delle meduse – Museo de Arte Moderno/Kabul Magazine (traduzione di Alice Labor)

L’arte contemporanea dovrebbe rispondere a questa emergenza cercando di frenare l’acceso dibattito dei tempi e di rallentare, di ritirarsi a pensare? Dovrebbe trovare strategie per progettare nuovi modi di vivere, nuove sensibilità del tempo e farsi ancor più militante pensando alle migliori vie di fuga possibili da quello che ci sta succedendo, ai migliori mondi possibili? O dovrebbe seguire i propri processi senza forzare nulla, rilassandosi nella certezza che sarà ugualmente testimone di questo momento?


Fra festival annullati, rimandati, svolti a distanza o nel rigido rispetto di norme di distanziamento, come si svolgerà uno dei festival che della prossimità fisica ne ha fatto un pilastro?

Club to Club e l’anno Zero dei festival musicali di Teresa Bellemo – Rivista Studio

Show speciali e performance site-specific, in prima assoluta, eseguite con o senza pubblico (live su clubtoclub.it), installazioni sonore pubbliche, conversazioni e show visivi, che coinvolgeranno ed esalteranno le architetture di alcuni dei luoghi più iconici di Torino e del Piemonte, in eventi diurni e serali. «Abbiamo scelto di intitolarlo così, C0C, perché lo consideriamo un anno Zero. Rappresenta un atto di resistenza con cui vogliamo lanciare un messaggio per certi versi utopico, sganciandoci dalla distopia del presente. Per questo il Festival sarà un ibrido, online e fisico: 8 progetti di cui 7 debutti su commissione, tutti pensati come gesto artistico in esclusiva per C0C»


L’UE ha votato contro il piano di riduzione dell’uso di fertilizzanti sintetici, pesticidi pericolosi e antibiotici veterinari, che prevedeva tra l’altro l’incremento dei terreni destinati all’agricoltura biologica.

Il green deal fa flop, sfuma la riforma dell’agricoltura sostenibile di Damiano Di Simine – l’Espresso

Un arretramento di proporzioni inedite nella storia dell’UE, in cui è emersa fortemente la pressione degli Stati Membri, in gran parte ostili all’innalzamento dei requisiti ambientali della riforma, che ha visto l’Italia giocare da posizioni di profonda retroguardia con richieste di azzeramento del pilastro ambientale della riforma.


Il Post analizza i limiti di una tecnologia che alimenta da anni grandi speranze, ma passa sanche in rassegna le applicazioni più vantaggiose.

Scordiamoci le auto a idrogeno – Il Post

L’idrogeno ha buone prospettive per essere usato anche su navi e aeroplani. Per esempio, Airbus poco tempo fa ha annunciato che entro il 2035 realizzerà tre modelli di aerei commerciali a idrogeno e a zero emissioni.
Gli esperti sostengono inoltre che l’idrogeno potrebbe essere usato in maniera conveniente per riscaldare case e uffici. Per distribuirlo si può utilizzare almeno in parte la stessa rete di gasdotti usata al momento per il gas naturale: molti paesi, tra cui l’Australia, la Germania e il Regno Unito stanno prendendo in considerazione l’idea.


Sotheby’s mette all’asta tre capolavori di design automobilistico degli anni’50 firmati Franco Scaglione per Alfa Romeo.

Vintage Alfa Romeos to Be Auctioned at Sotheby’s di Robert C. Yeager – New York Times

I tre veicoli rappresentano “forse i migliori esempi di auto come opere d’arte”, a detta di David Galperin, che conduce gli eventi del mercoledì sera della sede newyorchese. Le auto saranno in compagnia di altri lavori di artisti e designer italiani del secondo dopoguerra, fra gli altri Lucio Fontana e Carlo Molino.

E sempre sul New York Times, Amelia Nierenberg passa in rassegna cantine, aziende, studi di registrazione, scuole, club e caffè sorti in quelle che un tempo erano chiese in ogni parte degli Stati Uniti.

New Spirits Rise in Old, Repurposed Churchess di Amelia Nierenberg – New York Times

Non è chiaro quanti edifici religiosi siano ridestinati. In base a un’analisi di Mark Chaves, professore di sociologia alla Duke University e direttore del National Congregations Study, circa l’1% delle 350.000 congregazioni presenti negli USA chiude ogni anno. Ma non tutte trovano nuovi impieghi e alcuni edifici vengono riempiti da differenti congregazioni.


In previsione dell’Anno Internazionale dell’Economia Creativa e dello Sviluppo Sostenibile, il governo indonesiano promette di supportare lo sviluppo di un settore che più di ogni altro sta contribuendo alla realizzazione di un’economia inclusiva.

Joining the dots in the Indonesian creative and social enterprise ecosystem di Astari Sarosa – Pioneers Post

“Le imprese sociali e creative stanno creando più lavoro per le donne e i giovani, al confronto delle altre imprese e degli altri settori in Indonesia”, ha dichiarato Ari Sutanti, senior programme manager del British Council Indonesia. La ricerca presentata da Sutanti mostra che le imoprese creative e sociali tendono anche a impiegare più frequentemente lavoratori anziani e con disabilità rispetto ad altri settori.


Leggi l’Edicola Fluviale di settembre.

Leggi l’Edicola Fluviale di agosto.

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La ciurma delle Industrie Fluviali raccoglie dentro Biosfera le idee più stimolanti e i punti di vista più illuminanti. Arte, innovazione sociale e sviluppo del territorio sono i temi che ci interessano maggiormente, e ci impegniamo a intercettarli per alimentare un vero e proprio ecosistema della cultura.