15 cose che abbiamo imparato dal Dopolavoro Fluviale


15 cose che abbiamo imparato dal Dopolavoro Fluviale

Il 9 ottobre si è concluso Dopolavoro Fluviale, il ciclo di eventi realizzato in collaborazione con Lostudiodorme e ospitato dalle terrazze delle Industrie Fluviali.
Nell’anno della pandemia, non riuscivamo ad immaginare come sarebbe stato stare insieme senza poter stare davvero vicini, e riscontrare tanta partecipazione e coinvolgimento ha quindi sbaragliato le nostre aspettative. Complici le terrazze, complici i nostri ospiti, complice la voglia di stare all’aria aperta dopo settimane di lockdown.
Abbiamo ospitato eventi e progetti molto diversi fra loro, interagito con pubblici sempre differenti e imparato molte cose nuove.
Ecco, dunque, la lista delle (almeno) 15 cose che abbiamo imparato dal Dopolavoro Fluviale.


15 cose che abbiamo imparato dal Dopolavoro Fluviale

1. Abbiamo imparato che stare all’aria aperta, vicini al cielo ma protetti dall’abbraccio dei tetti circostanti, aiuta a socializzare anche in tempi di distanziamento sociale.


2. Grazie agli otto appuntamenti con il Cinestabilimento Fluviale di Emanuele Napolitano e Zaelia Bishop, abbiamo imparato che l’evoluzione dei linguaggi audiovisivi è una concatenazione di influenze e trasformazioni che va avanti ininterrottamente da quando è stato inventato il cinema.


3. Abbiamo imparato che un aperitivo in terrazza con della buona musica in sottofondo è piacevole, ma se la musica è suonata dal vivo è ancora meglio.


4. Abbiamo imparato molte cose sul nostro quartiere e sul Lavatoio Lanario Sonnino, la fabbrica di inizio ‘900 che ora è sede delle Industrie Fluviali.
Alcune le abbiamo apprese grazie alla visita guidata della struttura e ai tour alla ricerca dei capolavori di arte urbana che popolano il quartiere.

Altre le abbiamo sentite dalla voce delle donne che per anni sono state le sole operaie di questa fabbrica, grazie allo spettacolo di Francesca Ferri e della compagnia CORA.

Altre le abbiamo apprese da Valerio Mirabella e Anüz Allen che hanno raccontato il quartiere Ostiense con parole e musica.

Altre ancora le abbiamo apprese grazie al film Le Fate Ignoranti, quando l’attrice Serra Yilmaz ci ha raccontato la sua esperienza sul set del film (lo sapevate che il set del film era proprio questa stessa terrazza?)


5. Maurizio Canforini ha fatto rivivere l’affascinante Roma papalina dell’800, ed abbiamo imparato un’infinità di storie su Gioacchino Belli, sul popolo di Roma e i suoi nobili. Ad esempio, che c’era chi era disposto a pagare per entrare di nascosto ad osservare la famosa statua che ritrae Paolina Borghese senza veli.


6. Abbiamo imparato che condividere storie, saperi ed esperienze è la chiave per la crescita di tutto ciò che – prioritariamente o marginalmente e più o meno intenzionalmente – contribuisce alla nostra cultura. Che si tratti di vini naturali o di floral design.


7. Abbiamo appreso, grazie all’Ambulanza Letteraria, che ci sono oltre 687 comuni con oltre 10.000 abitanti che non dispongono né di una biblioteca né di una libreria.


8. Abbiamo ascoltato e commentato le pagine di alcuni libri di recente pubblicazione. Certe volte – come per la biografia di Daniele Manusia su Daniele De Rossi – perdendoci nelle vicende che circondano i personaggi di quelle storie. Altre volte, percorrendo il crocevia umano di pensiero e analisi, come fatto con Vincenzo Ostuni. Altre ancora, scavando in tutti i meccanismi di ideazione e realizzazione di un romanzo, come abbiamo fatto assieme ad Edizioni E/O e al romanzo Niente per Lei di Laura Mancini.


9. Esterno Notte ci ha insegnato: che gli egizi combattevano l’emicrania legandosi un coccodrillo d’argilla sulla testa; che è meglio chiudere l’acqua quando ti lavi i denti la sera, per quanto sia comodo trovarla già aperta al mattino; che dopo che Bolsonaro, Johnson, Berlusconi e Trump sono risultati positivi, si potrebbe pensare che il coronavirus sia l’unica cosa di sinistra rimasta.


10. Abbiamo sperimentato che umorismo e design possono andare molto d’accordo (e al contempo, quali erano i locali preferiti da Hemingway all’Havana).


11. Grazie a un quiz, abbiamo scoperto che la storia del cinema conserva molte scene ambientate in terrazza, e in alcuni casi interi film.


12. Artwave ci ha permesso di imparare davvero molte cose circa la sessualità da Veronica Vizzari e Fabrizio Quattrini nonché, grazie a Carlo Andriani e Francesca Ceccarelli, come la sessualità dei più giovani viene rappresentata dai media.


13. Sempre grazie ad Artwave, siamo stati illuminati dai versi di giovani poeti, fossero essi poeti di strada in fuga dai riflettori o i partecipanti di un workshop sulla poesia.


14. Abbiamo appreso che certe volte, in terrazza, si sta così bene che c’è chi non vorrebbe mai andare via.


15. Abbiamo capito che non vediamo l’ora che torni l’estate per avere un nuovo Dopolavoro Fluviale.

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La ciurma delle Industrie Fluviali raccoglie dentro Biosfera le idee più stimolanti e i punti di vista più illuminanti. Arte, innovazione sociale e sviluppo del territorio sono i temi che ci interessano maggiormente, e ci impegniamo a intercettarli per alimentare un vero e proprio ecosistema della cultura.

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Lostudiodorme - LSD è uno laboratorio multidisciplinare di design della comunicazione. Fondato a Roma nel 2011 è un modulo organico di persone che ricerca, elabora e fonde
concetti per ricavarne sintesi essenziali su cui plasmare le forme più consone.