Serra Empirica: Conrad Gessner


Serra Empirica è un ciclo di storie di intima umanità e universale esistenza, firmate dall’artista Zaelia Bishop per Biosfera. Un racconto di persone e di piante, e del rapporto che lega esperienza sensibile, curiosità e saperi. Il primo protagonista di questa Serra Empirica è Conrad Gessner.

Conrad Gessner (Zurigo, 26 marzo 1516 – Zurigo, 13 dicembre 1565)

La luce di maggio attraversa a stento i vetri spessi della biblioteca di Conrad Gessner. Come polvere fina ricade sul grande tavolo di lavoro e sulle lenti convesse che ingrandiscono crune di semi, gemme dal colore esangue, frutti che rivelano altri semi, radici stese come lunghe code. Altre gemme diventano orecchie bestiali, pupille di rapaci e scaglie di rettili, simili ai minerali, che, attraversati dal mattino, spargono sulle carte e sugli strumenti remoti bagliori.

Questa stanza, a seconda dell’ora, potrebbe stare in un fazzoletto oppure arrivare al cielo. Dai quattro angoli del mondo in questa stanza i regni si incrociano, si mescolano e innestano, infine sono raffigurati su grandi fogli di carta spessa e descritti con attenzione mentre vita e morte rimangono sospese all’interno degli erbari, dei grandi vasi colmi di formalina, delle molte teche sigillate da resine.

Ricerca metodica e catalogazione del sapere

Gessner è un botanico, teologo e naturalista, è anche filologo e zoologo, affascinato dalla medicina quanto dallo studio dei minerali. Lo spettro della sua erudizione è irriducibile ad elenco; prende la forma di un Dizionario greco-latino che pubblica nel 1537, cui seguono un manuale di botanica e il catalogo delle piante fino ad allora conosciute, stampati poi tra il 1541 e il ‘42, mentre conduce una metodica ricerca che possa raccogliere in volumi ogni opera mai esistita.

In Europa, l’eco dell’avanzata ottomana si diffonde senza sosta; nel 1526 la fanteria di Solimano il Magnifico riduce in cenere la Biblioteca di Buda, la più vasta e completa di tutto il Rinascimento. Il ricordo di quello scempio alimenta in Gessner l’impresa di costituire una raccolta completa di codici, antichi o coevi, scientifici o popolari, addirittura esistenti o meno, che fossero pubblicati o conservati al momento della sua stesura. Nel 1545 questo censimento vertiginoso prende forma nella definitiva Biblioteca Universale, dodicimila opere che, con l’Appendix aggiornata il decennio successivo, superano le quindicimila.

Conrad distende le dita nel pulviscolo che satura la stanza, le immagina galleggiare come catturate verso l’alto, al punto da sollevarsi sulle punte dei piedi. La lunga vestaglia sembra farsi trasparente, sui polsini un poco consunti brillano macchie di inchiostri rossi, bruni e blu. Forse, pensa Conrad, questa primavera è in grado di far germogliare ogni cosa inerte.
Ursus Gessner, suo padre, scompare ancora giovane nelle battaglie tra i cantoni svizzeri protestanti e quelli cattolici. Conrad viene allora accolto da un prozio materno, mite presbitero che coltivava la passione per le piante curando un giardino di erbe medicinali.
Adesso, in questo mattino che ricopre di ambra le superfici, il grande tavolo da lavoro appare come l’esatta porzione di quel ricordo dove lo sguardo del dodicenne Conrad si affilava fino a sezionare i misteri delle sconosciute entità cresciute in quel giardino.

L’indagine botanica di Gessner

Durante i suoi viaggi Gessner scopre oltre duecento specie di piante, ne studia le singolarità, talvolta le bizzarrie, che affianca al rigore del canone botanico; in una breve opera, De raris et admirandis herbis, quae sive quod noctu luceant, sive alias ob causas, Lunariae nominantur, indaga il fenomeno fatuo della luminescenza notturna delle piante, descrizione che ritorna anche nel diario sui giardini botanici, che compila visitando quelli francesi, italiani e tedeschi. Dedica un capitolo anche al proprio, di giardino, che cura a Zurigo come preziosa raccolta di rarità.

In Gessner l’ascesa verso la conoscenza universale inizia e termina circondata dalle specie vegetali, gli ultimi dieci anni della sua vita sono infatti votati alla titanica ricerca dello scibile botanico, da raccogliere nei volumi di un ulteriore, e immenso, giardino di carta e inchiostro. Historia Plantarum, nella visione ardente di Gessner, è l’equivalente della propria Biblioteca Universale. Al suo interno, attraverso centinaia di illustrazioni da lui stesso tracciate, le piante sono riprodotte nel pieno delle proprie meraviglie e complessità, le componenti anatomiche dissezionate ed esposte con precisione medica. Questi volumi avrebbero custodito l’intero universo vegetale, e la sua continua e inesorabile espansione sarebbe coincisa con quella dell’Historia.

Sul tavolo di Conrad il decennio di ricerca volge al termine, da ogni parte d’Europa sono giunti nella sua stanza erbari e incisioni, e ogni specie finora studiata ha prodotto una mole di note, codici e annotazioni che ha adesso la forma del labirinto. La miopia che lo affligge dalla gioventù è peggiorata lungo gli anni delle sue ricerche, e peggio fa la peste che lo consuma da tempo.
Non c’è dubbio, pensa ancora Conrad, questa è una stagione che fa germogliare ogni cosa inerte.

Historia Plantarum rimane un esemplare magnifico e incompleto nel lussureggiante bestiario degli studi rinascimentali. Caotico ed empirico, vive della stessa linfa che per cinquant’anni ha imperversato nelle vene di Conrad Gessner.
Quasi due secoli dopo, il botanico Plumier dedica alla figura di Gessner una particolare pianta scoperta durante il suo viaggio di esplorazione in America.
Un arbusto perenne il cui habitat è oltre i duemila metri di altezza foreste pluviali montane dei Caraibi, una pianta inaccessibile e dalla fioritura di un rosso infuocato. Gesneria, la battezza Plumier.

Gesneria
La Gesneria scoperta da Plumier

Zaelia Bishop è un artista nato a Roma nel '77.