Dall’ecosistema culturale alla biosfera culturale


Qualche rigo sulla nascita di Biosfera, il blog delle Industrie Fluviali. E su come un ecosistema culturale debba relazionarsi a una più vasta biosfera, per prosperare.

Partiamo dalla catastrofe dell’ossigeno

Prima di tutto, torniamo un attimo indietro. Giusto un po’, per la precisione 3 miliardi e mezzo di anni fa, quando i primi organismi in grado di produrre ossigeno mediante fotosintesi sono comparsi sulla Terra. Liberate in aria, le molecole di ossigeno reagirono con gli elementi e i composti presenti sulla crosta terrestre, ossidandoli. Una volta ossidato quanto c’era da ossidare, non restando altro con cui legarsi, l’ossigeno riempì l’aria. E, riempiendo l’aria, uccise gli organismi anaerobici che popolavano le acque terrestri.

Si trattò della prima estinzione di massa del nostro pianeta, e la determinò l’ossigeno.

Non fu la sola conseguenza. Il cambiamento nella composizione dell’atmosfera determinò la più grande glaciazione di sempre, la cosiddetta Terra a Palla di Neve.

Ci fu anche un’altra conseguenza. La disponibilità di ossigeno rese possibile lo sviluppo dei mitocondri e, in sostanza, la nascita e il proliferare della vita come la conosciamo oggi.

Insomma, non una conseguenza da poco.

È impressionante riflettere su quanto siano profondi i cambiamenti del nostro pianeta, se valutati su una base di milioni di anni. Ed è difficile comprendere a fondo quanto sia delicato un ecosistema. Nel tempo, l’azione di un organismo apparentemente ininfluente,  può modificare un ecosistema fino a sconvolgerlo. E lo sconvolgimento può interessare altri ecosistemi o addirittura, come nel caso della catastrofe dell’ossigeno, l’intera biosfera.

Trasformazioni che lasciano attoniti, ma che testimoniano quanti siano i soggetti coinvolti nel mantenimento di un equilibrio profittevole per tutti. E che da ogni trasformazione, anche la più devastante, grandi cose possono nascere. 

Per dire, la catastrofe dell’ossigeno ha portato alla comparsa delle forme di vita che popolano il pianeta ancora oggi.

Dall’ecosistema culturale alla biosfera culturale

Quando ci riferiamo alle Industrie Fluviali come ad un ecosistema della cultura, siamo consapevoli di quanto sia centrale il concetto di equilibrio. Fra pubblico e privato, fra imprese e associazioni, fra etica ed estetica, fra esperienza e visionarietà, fra conservazione e innovazione.
Ma anche che dalle trasformazioni possono nascere opportunità di miglioramento per tutti.
E che difficilmente esse restano confinate nel loro ecosistema, soprattutto in un contesto globalmente connesso come quello contemporaneo. 

Ecco perché inauguriamo questo spazio, Biosfera. Uno spazio virtuale che si affianca ai nostri tanti spazi fisici per accogliere idee, visioni e suggestioni dagli ecosistemi vicini. Per proiettare le esperienze che si generano dall’ecosistema culturale delle Industrie Fluviali su una più ampia biosfera culturale. Per ospitare proposte, progettualità, rubriche. Per continuare, anche in epoca di distanziamento sociale, ad avvicinare punti di vista diversi anche quando sembrano inconciliabili, e generare nuove sintesi e nuove forme.

Per seminare ciò che raccoglieremo in futuro, in particolare quando il futuro appare troppo caotico.

La ciurma delle Industrie Fluviali raccoglie dentro Biosfera le idee più stimolanti e i punti di vista più illuminanti. Arte, innovazione sociale e sviluppo del territorio sono i temi che ci interessano maggiormente, e ci impegniamo a intercettarli per alimentare un vero e proprio ecosistema della cultura.